La beatitudine del canto francese a regola d’arte: NATALIE DESSAY

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Review: JESUS CHRIST SUPERSTAR a Catania

Review: JESUS CHRIST SUPERSTAR a Catania, opera rock di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice al teatro Metropolitan.

By Antonio Agosta –


Il 25 marzo 2017, al Teatro Metropolitan di Catania, tutti noi presenti allo spettacolo “Jesus Christ Superstar”, per la regia di Massimo Romeo Piparo, siamo stati travolti dal mito di una grande opera rock, a più di quarant’anni dal suo debutto nei teatri americani, capolavoro di Andrew Lloyd Webber con testi di Tim Rice.

Lo straordinario e leggendario Ted Neeley, interprete di Jesus, nonostante l’età non più giovane, è riuscito a strapparci un forte applauso da far temere il crollo del teatro. La sua voce è rimasta uguale all’originale, con le sfumature espressive dall’intensità acuta e statica, come al suo esordio nel 1970.

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La composizione musicale in stile rock, con un’orchestra dal vivo su due livelli e diretta dal Maestro Emanuele Friello, posizionata su un palco girevole, narra le vicende dell’ultima settimana di vita di Gesù, interpretata magistralmente dal protagonista.

La figura di Cristo è attorniata da un cast di notevole destrezza, nonostante il palco sia piccolo per rappresentazioni coreografiche del genere; ma grazie alle scenografie di Giancarlo Muselli, elaborate da Teresa Caruso, i ballerini riescono ad esibirsi ampiamente, con passi e figurazioni coreografati da Roberto Croce: I costumi sono della brava Cecilia Betona.

Jesus Christ Superstar è un’opera teatrale che vanta brani di tutto rispetto, con una sfolgorante Gloria Miele nei panni di Maria Maddalena, e il bravissimo Feysal Bonciani, Giuda, dipinto come traditore e vittima di un destino più grande di lui.

E come sempre, come capita a tutte le opere teatrali importanti, a fine spettacolo una standing ovation ha suggellato un evento unico e irripetibile.

Antonio Agosta

MANON LESCAUT di Puccini: quale INTERMEZZO?

Una carrellata di interpretazioni dell’Intermezzo sublime della Manon Lescaut di Puccini… Quale sarà il migliore (secondo me, ovviamente!)???

Io voglio sentire l’affondo degli archi, l’arpa, i piano e i pianissimo, i crescendo adeguati, il CUORE e tutto il resto…

A ciascuno un mio personale commento. Seguitemi! FOLLOW ME!

Iniziamo con GINO MARINUZZI…Frammentario, a ondate…VOTO: 6 1/2

ARTURO TOSCANINI: troppo forte, percussioni martellanti, e troppo veloce… VOTO 7

HERBERT VON KARAJAN: troppo sinfonico, ci va liscio, ci mette dentro anche Wagner, ma ha gli archi pazzeschi di un’orchestra pazzesca, i Wiener…VOTO 8

Sir JOHN BARBIROLLI: a sopresa si piazza a meraviglia, con dinamiche esemplari! VOTO 9

FRANCESCO MOLINARI PRADELLI: magnifico nei crescendo, ma non affonda abbastanza. VOTO: 9 1/2

TULLIO SERAFIN: PERFETTO! Meravigliosamente dentro anche al resto dell’opera, c’è TUTTO! L’Orchestra è quella della Scala. VOTO 10 e lode.

Ma..i contemporanei? Ai posteri l’ardua sentenza…

 

 

 

LUCIA DI LAMMERMOOR Caballé, Carreras 1977

LIRICA ZONA MITO, rubrica a cura di Maurizio Tagliabue


Questa registrazione, secondo il mio modesto parere, è la migliore rappresentazione per così dire “moderna” attualmente disponibile del capolavoro di Donizetti.

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Jesús López-Cobos, sul podio della New Philharmonia Orchestra e Ambrosian Opera Chorus, ci consegna una lettura di questo magnifico spartito attento ai minimi dettagli e con raffinatissimo senso musicale e drammatico.

Montserrat Caballé è particolarmente adatta al ruolo di Lucia e ne consegue una interpretazione completamente convincente e coinvolgente

Chi mi ha maggiormente colpito è uno strabiliante José Carreras. Questo suo Edgardo è considerato da molti il migliore di sempre e forse la sua più grande interpretazione su disco. D’altra parte siamo di fronte a qualcosa di veramente grandioso, per tecnica, vocalità, raffinatezza, intensità espressive e coinvolgimento nel ruolo.

Enrico è l’esperto Vincente Sardinero: domina perfettamente il ruolo, con una voce bella e drammatica

Rodrigo è niente meno che il “giovane” Samuel Ramey, che apporta i già morbidi e caldi colori della sua bella voce. Canta molto bene, anzi benissimo, chiaramente preannunciando i vertici interpretativi che ci proporrà nella sua maturità artistica.

Anche Claes H. Ahnsjo, nel ruolo di Arturo, sfoggia una bella ed elegante voce di tenore leggero.
Il resto del cast è eccellente.

Audio perfetto.
Registrazione effettuata a Londra nel 1977 e rimasterizzata nel 1995.

CD altamente raccomandato.

 

MARIA CALLAS, Lucia di Lammermoor 1953

LIRICA ZONA MITO, rubrica a cura di Maurizio Tagliabue


Una meravigliosa Lucia di Lammermoor con la mia adorata Maria: un’altra opera simbolo della Callas. La sua tecnica è la perfezione assoluta.

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Questa incisione rappresenta una delle prime in studio eseguita da Maria nel lontano 1953.

Giuseppe di Stefano e Tito Gobbi competano questa meravigliosa registrazione, nettamente superiore all’altra incisione in commercio sempre con Maria, affiancata però da Ferruccio Tagliavini e Piero Cappuccilli.

La direzione orchestrale è sempre di Tullio Serafin.

Registrazione effettuata nella sede del Maggio Musicale Fiorentino nel 1954 e rimasterizzata nel 1997.

CD Altamente consigliato.
Maurizio Tagliabue

GIUSEPPE DI STEFANO, L’elisir d’amore 1954

LIRICA ZONA MITO, rubrica a cura di Maurizio Tagliabue


Non capisco perché questa registrazione possa essere stata trascurata così a lungo.

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La voce di Giuseppe di Stefano è stata secondo me la più bella del secolo scorso.

Insieme a Hilde Gueden, Renato Capecchi e Fernando Corena ha eseguito una performance di tutto rispetto.

Chiude la serie di star il maestro Francesco Molinari Pradelli che ha condotto l’Orchestra e Coro del Maggio Musica Fiorentino con decisa autorevolezza.

Averne al giorno d’oggi cantanti e direttori di questo calibro!! Un plauso alla Decca per aver riesumato un piccola perla.

Audio mono buono.

Registrazione effettuata nella sede del Maggio Musicale Fiorentino nel 1954 e rimasterizzata nel 1995.

CD raccomandato.